È in pieno svolgimento il Programma SHM di Anas che, tra i vari interventi tecnologici, prevede l’installazione di sensori per il monitoraggio su circa 1.000 ponti e viadotti italiani. Di questo progetto di Structural Health Monitoring è protagonista anche SITE S.p.A., a cui è stato affidato l’incarico di attrezzare con la sensoristica le infrastrutture di quattro regioni: Umbria, Marche, Toscana e Liguria.

In qualità di system integrator del progetto, per conto di Anas, SITE ha già concluso in Umbria la prima fase di attività con l’installazione dei sensori su 33 ponti e viadotti. Ha avviato inoltre anche la seconda fase, che coinvolge altre 36 infrastrutture della rete stradale regionale umbra.

L’obiettivo del Programma SHM di Anas è quello di monitorare in tempo reale lo stato di salute dei ponti di competenza. I dati rilevati dai sensori saranno fondamentali per pianificare gli interventi di manutenzione in modo più efficiente e tempestivo.

L’uso dei sensori per lo Structural Health Monitoring

Lo Structural Health Monitoring (SHM) è una metodologia di monitoraggio e analisi continua e a lungo termine di un’opera d’arte. Ha lo scopo di fornire in ogni momento di vita della struttura una diagnosi del suo stato di salute e una stima del rischio associato al processo di degrado.

Nei ponti oggetto del Programma SHM di Anas sono stati installati sistemi in grado di rilevare la risposta dinamica delle infrastrutture. Inoltre, in alcuni casi, sono stati previsti anche sistemi di monitoraggio delle grandezze statiche, come la deformazione e l’inclinazione. Questi sistemi consentiranno dunque di fare un “check-up” delle reali condizioni del manufatto e di mettere le informazioni a disposizione degli ingegneri.

I sistemi di monitoraggio installati sui ponti sono basati su un’architettura modulare, scalabile e interoperabile, per adattarsi alle diverse tipologie e dimensioni delle opere e ai diversi sistemi di campo installati.

L’attività dei sensori integra le normali ispezioni periodiche eseguite dai tecnici Anas ed è in grado di misurare variazioni anche minime nel tempo. Ciò è ad esempio molto utile in caso di eventi sismici che non lasciano danni visibili a occhio nudo, ma che invece i sensori riescono a registrare.

Assieme ai controlli effettuati sul posto, le rilevazioni dei sensori saranno utili a definire in anticipo i necessari interventi di manutenzione programmata, a tutto vantaggio della sicurezza, dei tempi di intervento e dell’ottimizzazione delle risorse economiche.

Il Programma SHM per il monitoraggio dei ponti

L’installazione di impianti e sensori di campo per il monitoraggio infrastrutturale è però solo un tassello del complesso Programma SHM. Il progetto, che punta a “virtualizzare” le opere d’arte, si compone infatti di altri macro-interventi integrati fra loro.

La creazione di una piattaforma per il monitoraggio dello stato di salute delle opere, a cui sono destinati i dati provenienti dai sensori, sarà affiancata dalla realizzazione di una piattaforma per la gestione delle attività ispettive. L’attività di rilievo delle opere servirà poi a generare i modelli BIM (Building Information Modeling) delle infrastrutture. L’obiettivo finale sarà quello di disporre di un catalogo virtuale dei ponti, dei viadotti e delle gallerie da monitorare. Infine, il progetto prevede la realizzazione di tutti i servizi di connettività necessari alla comunicazione dei dati dal campo ai sistemi centrali, secondo la logica dell’Internet of Things.

Uno dei punti di forza del Programma di Structural Health Monitoring sarà la sua capacità di utilizzare l’Intelligenza Artificiale per analizzare i dati e definire i processi di manutenzione predittiva. Tutto ciò, oltre a migliorare la sicurezza stradale degli utenti, aiuterà Anas a definire meglio gli interventi manutentivi, con una puntuale identificazione di azioni, tempi e costi.

Per realizzare il Programma SHM, Anas ha ottenuto 275 milioni di euro nell’ambito del “Fondo Complementare” connesso al PNRR.