A che velocità sta viaggiando il mercato della Smart Mobility in Italia? Già da qualche anno la risposta la fornisce l’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano, che a maggio ha pubblicato lo Smart Mobility Report 2024.

L’indagine, che raccoglie e analizza i dati del mercato dell’auto e della mobilità intelligenti relativi al 2023, sembra mostrare interessanti segnali di crescita per la Smart Mobility italiana, in linea con le altre realtà europee. Oltre alle innovazioni tecnologiche, che sono sempre il motore della crescita, la spinta in avanti è stata favorita anche da due importanti novità normative: l’obbligo a partire dal 2024 di adottare specifici ADAS – ossia i Sistemi Avanzati di Assistenza alla Guida – nelle vetture di nuova immatricolazione, e il divieto imposto dall’UE di produrre vetture a benzina, diesel e Gpl dopo il 2035.

In questo scenario tecnologico e normativo, la connettività avrà sempre più un ruolo decisivo. Per questo motivo, le tecnologie smart e connesse stanno iniziando a conoscere una vera e propria fase di boom.

I numeri della mobilità connessa secondo lo Smart Mobility Report 2024

L’Osservatorio Connected Car & Mobility ha calcolato che nel 2023 il fatturato del mercato italiano della mobilità connessa ha toccato quota 2,9 miliardi di euro, facendo segnare un +17% rispetto al 2022. Risultati al livello, o anche meglio, dei principali Paesi del resto d’Europa, che hanno fatto registrare crescite tra il 10% e il 20%.

Di questi quasi 3 miliardi, circa 1,5 miliardi sono stati spesi in soluzioni per l’auto connessa, circa 1 miliardo in sistemi ADAS integrati nei nuovi modelli, e 400 milioni in soluzioni per la Smart Mobility nei centri urbani, come ad esempio la gestione dei parcheggi e la sharing mobility.

Auto sempre più connesse, ma ancora poco elettriche

Lo scorso anno, in Italia, ci sono state 1,5 milioni di immatricolazioni di nuove auto, ma solo il 4,2% del totale riguarda auto elettriche e il 4,4% auto ibride plug-in. Attualmente in Italia circolano 220.000 vetture elettriche e 242.000 ibride plug-in. Insieme, questa tipologia di mercato rappresenta solamente l’1,1% del totale delle auto circolanti nella penisola.

Se con l’elettrico su quattro ruote l’Italia è in ritardo, buoni segnali arrivano invece dalle tecnologie smart: le auto che le impiegano sono 16,9 milioni, quasi una su due. Tra queste, poco più di un milione sono vetture nativamente connesse, mentre le altre hanno installato componenti smart per soddisfare scopi specifici. Quelli più diffusi nelle auto degli italiani sono i box GPS/GPRS forniti dalle assicurazioni (le cosiddette “scatole nere”), utilizzati per localizzare la vettura e per registrare i parametri di guida. Questi strumenti ormai familiari sono presenti in oltre 10 milioni di veicoli.

Ma non tutte le novità tecnologiche vengono accolte positivamente. Interrogati sul futuro delle auto a guida autonoma, ad esempio, gli automobilisti italiani si sono dichiarati scettici nei confronti di questa tecnologia. Solo il 15% degli intervistati è infatti disposto a utilizzarla nei prossimi anni.

Smart Mobility: sempre più necessaria nelle grandi città

Se gli italiani mostrano diffidenza nei confronti della guida autonoma, c’è invece grande interesse sul tema della Smart Mobility, specialmente nelle città con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Un interesse che accomuna cittadini e istituzioni.

Nel 2023, il 53% dei comuni italiani aveva infatti in corso dei progetti di Smart Mobility. Il 29% di questi ammette però di non sfruttare i dati generati dai progetti, anche se il 16% ha intenzione di farlo in futuro, riconoscendone l’importanza strategica.

Una potenziale area di sviluppo per la mobilità intelligente in Italia è senz’altro quella del Mobility as a Service (MaaS), interessata da diverse sperimentazioni e dai stanziamenti del PNRR. Nel 2023, il progetto MaaS4Italy ha infatti distribuito 16 milioni di euro destinati a progetti pilota che puntano a sviluppare la diffusione della mobilità integrata. I servizi MaaS di maggiore interesse per i cittadini riguardano il trasporto pubblico urbano (30%), le soluzioni per il parcheggio (24%) e il car sharing (18%).

19 strade italiane si trasformano in Smart Road

Se parliamo di Smart Mobility, non possiamo trascurare il capitolo Smart Road, una delle grandi innovazioni che possono segnare il futuro della mobilità. In Italia, negli ultimi tre anni, sono state avviate 19 iniziative. Tra gli esempi più promettenti si segnala quello della Smart Road SS51 di Alemagna, Belluno-Cortina.

Lo sviluppo delle Smart Road è strettamente legato all’evoluzione delle tecnologie V2X (Vehicle-to-Everything), ossia di quei sistemi di comunicazione che consentono ai veicoli di scambiare informazioni con altri veicoli, infrastrutture, reti di telecomunicazione o altro. Quando le automobili saranno messe in condizione di scambiare grandi volumi di dati in tempo reale con tutto ciò che le circonda, si avrà davvero la possibilità di migliorare la sicurezza stradale, l’efficienza del traffico e la gestione delle risorse energetiche, assecondando i principi della Smart City.