Come trasformare un vecchio edificio in un edificio smart? Con il retrofit digitale.

Uno Smart Building è un edificio che, grazie alla tecnologia, è in grado di raggiungere l’efficienza energetica ed economica, mantenendo un ambiente sicuro e confortevole per gli occupanti. Tutto ciò avviene tramite sistemi che acquisiscono dati dalla struttura e li utilizzano per ottimizzarne le risorse in modo automatico.

Nella maggior parte dei casi, le tecnologie per Smart Building sono rivolte alle nuove costruzioni, mentre gli edifici più datati non sono stati progettati pensando a queste soluzioni.

È qui che entra in gioco il retrofit. I gestori e i proprietari di immobili, per rendere le loro strutture più intelligenti, possono introdurre le nuove tecnologie nei vecchi edifici. Il retrofit è dunque un importante strumento per combattere le sfide del cambiamento climatico, adeguarsi alle normative su consumi ed emissioni, e migliorare la qualità della vita di chi occupa gli edifici.

Cosa significa “retrofit”?

Per retrofit (“aggiornamento” o “ammodernamento”) si intente l’aggiunta di nuove tecnologie o funzionalità a vecchi sistemi o strutture. Questo intervento permette di prolungare la vita utile di impianti o immobili, e di adeguarli alle nuove normative.

Nel settore edilizio, il retrofit è una pratica diffusa per migliorare le prestazioni energetiche e la sicurezza di edifici preesistenti. Ciò può avvenire ad esempio attraverso l’isolamento termico, la sostituzione dei serramenti, la conversione a LED degli impianti di illuminazione, il rinforzo antisismico. E poi c’è il “retrofit digitale”.

Che cos’è il “retrofit digitale”?

Quando si vuole trasformare un vecchio edificio in un edificio orientato ai principi dello Smart Building, la soluzione è il retrofit digitale.

Con il retrofit digitale si implementano nelle strutture già esistenti le tecnologie basate sull’IoT, allo scopo di migliorarne le prestazioni e l’efficienza energetica.

Tutto parte dalla raccolta di informazioni accurate e pertinenti da ogni area dell’edificio. Questi dati si ottengono utilizzando sensori IoT che registrano e trasmettono dati a un sistema centrale, dove vengono elaborati. Con i progressi tecnologici, le dimensioni dei sensori e la complessità di installazione si sono ridotte moltissimo, permettendo la loro ampia diffusione e la possibilità di installarli esattamente dove sono necessari.

Questi sensori possono fornire diversi tipi di dati sull’edificio, tra cui la temperatura, il livello di umidità, le perdite d’acqua, il livello di CO2 negli ambienti o la presenza di persone in qualsiasi stanza.

I dati raccolti dai sensori sono poi impiegati per identificare dove sono necessarie modifiche alla struttura o agli impianti dell’edificio, per realizzare efficienze energetiche o ridurre la domanda di energia. Con i dati archiviati nel cloud, le informazioni sono accessibili ovunque e possono essere analizzate per ottenere report aggiornati.

La profonda conoscenza delle performance dell’edificio permette così di impostare strategie in materia di efficienza energetica, conformità normativa e benessere degli occupanti.

I vantaggi dell’aggiornamento tecnologico

Grazie al retrofit, vecchi edifici possono diventare quasi “come nuovi”. L’impiego dei sensori IoT nelle strutture esistenti, o collegati a vecchie apparecchiature, consente infatti di raccogliere dati di buona qualità. Questi dati sono necessari per migliorare la gestione dell’edificio e per tutelarne il valore immobiliare.

Di seguito, i principali ambiti in cui interviene il retrofit digitale.

  1. Efficienza energetica

I sensori di temperatura aiutano a identificare gli sprechi energetici. Posizionando questi dispositivi accanto a un radiatore, vicino a una finestra o direttamente su un sistema di ventilazione, è possibile effettuare misurazioni accurate della temperatura.

I dati raccolti possono essere analizzati, confrontati con le informazioni precedenti, e utilizzati per identificare sia cambiamenti improvvisi, sia tendenze nel tempo. Attraverso il retrofit, chi gestisce gli edifici potrà identificarne rapidamente i problemi, come il riscaldamento eccessivo o lo scarso isolamento termico.

Modificando i programmi di riscaldamento, automatizzando la ventilazione o sostituendo finestre inefficienti, si riuscirà a ridurre il consumo energetico e a limitare le emissioni di carbonio.

  1. Migliore gestione degli spazi

I sensori di prossimità, in combinazione con i sensori di presenza, possono monitorare la frequenza con cui vengono utilizzati uffici, sale riunioni, bagni o semplici scrivanie. I dati vengono raccolti quasi in tempo reale e possono essere archiviati nel cloud.

Avere accesso ai dati analizzati consente di individuare stanze o scrivanie libere senza perdite di tempo, ma permette anche di regolare la temperatura dei locali in base alle persone presenti e di ottimizzare il servizio di pulizia, chiamato a intervenire soltanto dove e quando serve.

I sensori dell’acqua forniscono invece un’indicazione tempestiva delle perdite da tubi, sistemi di raffreddamento o frigoriferi. L’identificazione immediata di questi problemi consente di agire in tempi brevi per limitare i danni.

  1. Benessere degli occupanti

Investire nel retrofit degli edifici non solo riduce il consumo energetico e le emissioni nocive, ma favorisce anche un ambiente più salutare e confortevole per le persone.

Attraverso l’aggiornamento dei sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento, si può infatti garantire un ambiente interno più salubre, con un maggiore controllo del comfort termico e della qualità dell’aria.

Quest’ultimo aspetto si monitora ad esempio attraverso i sensori di CO2, che possono intercettare i picchi e le tendenze relativi alle concentrazioni di anidride carbonica nell’ambiente. Sbalzi anomali dei livelli di CO2 sono in genere causati da guasti agli impianti, come le unità di refrigerazione. La rapida identificazione del malfunzionamento consente di affrontare il problema prima che diventi critico e incida sulla salute degli occupanti.