Collegare funzionalità ed estetica, necessità logistiche e architettoniche, ma soprattutto connettere le persone all’ambiente. È questa la missione dei ponti sostenibili, infrastrutture perfettamente integrate nel contesto circostante e che svolgono la propria funzione rispettando e valorizzando l’ecosistema naturale.

D’altronde il ponte è la costruzione che più di altre simboleggia l’unione, l’incontro, l’andare oltre i limiti. Il ponte è la calzante metafora visiva del superamento degli ostacoli e del proiettarsi verso il futuro. Magari un futuro fondato sulla sostenibilità ambientale.

Le innovazioni progettuali e ingegneristiche degli ultimi decenni hanno avuto un grande impatto sulle infrastrutture in generale, create per essere sempre più belle ed eco-friendly. Tra queste, i ponti hanno giovato dell’alleanza tra design, tecnologia e sostenibilità per diventare innovativi e green.

Ecco alcuni esempi di ponti sostenibili: 5 opere eccezionali che mettono in comunicazione persone e ambiente.

 

Øresund Bridge: tra i ponti più sostenibili del mondo

Il ponte di Øresund, lungo quasi 8 chilometri, collega Copenhagen e Malmö passando sullo stretto di Øresund, che divide Danimarca e Svezia. Essendo il ponte combinato ferroviario e autostradale più lungo d’Europa, rappresenta senza dubbio un’infrastruttura strategica.

Ma il ponte scandinavo è anche un progetto sostenibile. È infatti alimentato da turbine eoliche e pannelli solari: 3.000 mq di pannelli si trovano ai piedi del ponte, con l’obiettivo di aggiungerne altri 10.000. Tra le altre tecnologie sostenibili impiegate, c’è anche un sistema di illuminazione ad alta efficienza energetica.

Il ponte di Øresund è inoltre costruito con materiali riciclati e cemento sostenibile. Quest’ultimo – il cemento geopolimerico – deriva da una miscela a ridotto impatto ambientale la cui produzione comporta un’emissione di CO2 molto inferiore rispetto al calcestruzzo tradizionale.

La sostenibilità del ponte tocca anche aspetti sociali ed economici. L’Øresund Bridge ha contribuito a dare nuova linfa all’economia di Danimarca e Svezia, oltre ad avere rilanciato la cooperazione transfrontaliera. L’Øresund è uno splendido esempio di connubio tra ingegneria e sostenibilità, un modello per gli altri Paesi che stanno cercando di costruire infrastrutture di trasporto sostenibili.

 

Il Blackfriars Bridge connette l’Ottocento al futuro

Il Blackfriars Bridge, nel cuore di Londra, ci porta direttamente dall’Ottocento al futuro. Parliamo infatti di un ponte storico della capitale del Regno Unito – è stato infatti inaugurato nel 1869 – che si è recentemente rinnovato per stare al passo con i tempi.

La versione 2.0 del Ponte “dei Frati Neri” è stata varata nel 2014 dopo oltre quattro anni di lavoro. Grazie ai 4.400 pannelli solari (per un totale di 6.000 mq) installati lungo tutta la lunghezza della struttura, oggi il Blackfriars Bridge è il “ponte fotovoltaico” più importante al mondo.

Da semplice infrastruttura di collegamento tra le due sponde del Tamigi, il ponte è diventato oggi un “motore” ecologico che fa muovere i cittadini londinesi. L’energia solare accumulata dal ponte è infatti utilizzata per alimentare la sottostante stazione ferroviaria, la Blackfriars Railway Station, consentendo un risparmio annuo di 500 tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

 

Ponti sostenibili: il Kurilpa Bridge scambia energia con la città

L’energia solare è protagonista anche del Kurilpa Bridge di Brisbane, in Australia, premiato come migliore infrastruttura di trasporto del mondo al World Architecture Festival del 2011.

Il Kurilpa Bridge è dotato di un sistema di illuminazione a LED alimentato da 84 pannelli solari integrati alla struttura snella e leggera dell’opera. I pannelli sono in grado di produrre in media 100 KWh al giorno.

Questo ponte ciclopedonale, oltre a distinguersi per estetica e funzionalità (ogni settimana viene attraversato da circa 40.000 persone), è dunque anche una fonte di energia per il distretto in cui è inserito. Il sistema fotovoltaico del ponte è infatti collegato alla rete cittadina, in modo che possa ricevere energia quando necessario o restituirla in caso di surplus.

 

Ponti sostenibili: l’Henderson Waves si snoda in mezzo alla natura

L’Henderson Waves è il ponte pedonale più alto di Singapore. Inaugurato nel 2008, si sviluppa a 36 metri dal suolo sulla foresta del Telok Blangah Hill Park, permettendo ai visitatori di ammirare dall’alto la lussureggiante vegetazione del parco.

La particolarità dell’Henderson Waves sta nel fatto che è stato progettato proprio perché i visitatori possano avvicinarsi il più possibile alla natura senza disturbarne il delicato equilibrio. Per questo motivo, i 274 metri del ponte hanno un design sinuoso e ondulato che asseconda la conformazione del parco.

Il ponte offre anche zone nascoste e nicchie a forma di conchiglia, dove i visitatori possono sedersi e osservare l’ambiente circostante. Al calare del buio, è il ponte stesso a diventare lo spettacolo a cui assistere, quando una suggestiva illuminazione a LED lo fa risaltare nella notte.

 

Il Langkawi Sky Bridge è diventato parte del paesaggio

Molto affascinante è anche il Langkawi Sky Bridge, situato in Malesia, più precisamente sull’isola di Pulau Langkawi. Questo ponte sospeso si trova a 700 metri di altitudine ed è costruito sulla cima del Monte Mat Cincang.

Inaugurata nel 2005, la struttura è completamente in acciaio, ha una lunghezza di 125 metri e sorge a circa 100 metri dal suolo. Il suo impalcato segue un design architettonico curvo che consente ai visitatori di godere di viste stupende sulla foresta sottostante e sulla variegata fauna selvatica della regione.

Il Langkawi Sky Bridge è un evidente esempio di come un ponte possa essere sostenibile anche per la sua capacità di inserirsi con armonia nell’ambiente circostante, diventando parte del paesaggio.