L’Agenda 2030 è un piano d’azione adottato nel 2015 dai 193 stati membri delle Nazioni Unite. Il suo scopo è affrontare sfide globali come la povertà, la fame, la salute, l’istruzione, l’uguaglianza di genere, le fonti di energia rinnovabile e la pace. L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 è specificamente incentrato sul tema delle “Città e comunità sostenibili”.

L’Obiettivo 11 mette quindi al centro dell’attenzione i centri urbani, che dovrebbero diventare entro il 2030 aperti a tutti, sicuri, resilienti e sostenibili. Traguardi da raggiungere garantendo l’accesso ad alloggi e trasporti adeguati, riducendo i livelli di inquinamento, favorendo la diffusione di spazi verdi, difendendo le città dalle catastrofi e proteggendone il patrimonio culturale e naturale.

A pochi anni dal fatidico 2030, a che punto siamo di questo percorso?

Cosa dice l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030?

Più nel dettaglio, l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU intende raggiungere i seguenti target entro il 2030:

  • garantire a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, sicuri e convenienti, e riqualificare i quartieri poveri;
  • assicurare l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade e rafforzando i trasporti pubblici;
  • sviluppare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile, e la capacità di pianificare e gestire in tutti i Paesi un insediamento umano che sia partecipativo, integrato e sostenibile;
  • potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale;
  • ridurre in modo significativo il numero di decessi e il numero di persone colpite da calamità, e diminuire in modo sostanziale le perdite economiche relative;
  • ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani;
  • fornire l’accesso universale a spazi verdi pubblici inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili;
  • supportare i legami economici, sociali e ambientali tra aree urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale;
  • aumentare il numero di città e insediamenti umani che adottano e attuano politiche integrate e piani tesi all’inclusione, all’efficienza delle risorse, alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla resistenza ai disastri, e che promuovono e attuano una gestione olistica del rischio di disastri su tutti i livelli;
  • supportare i Paesi meno sviluppati, anche con assistenza tecnica e finanziaria, nel costruire edifici sostenibili e resilienti utilizzando materiali locali.
A che punto siamo in Italia con la sostenibilità urbana

I traguardi dell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 sono ambiziosi e necessari, ma l’Italia non sembra essere particolarmente vicina a raggiungerli.

Secondo l’ultimo rapporto ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – i passi in avanti compiuti dal nostro Paese sono ancora troppo pochi. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2022, la situazione nelle nostre città è rimasta stabile, quindi ancora distante dagli obiettivi prefissati.

Sul banco degli imputati c’è soprattutto l’inquinamento atmosferico: soltanto nel 2022 le morti premature dovute all’esposizione alle polveri sottili (PM10 e PM2,5) sono state 60.000. Nel 2015, i giorni in cui la concentrazione di PM10 ha superato la soglia limite sono stati 115; sette anni dopo sono scesi a 75, ma l’obiettivo 2030 stabilito in 3 giorni annui pare irraggiungibile. In particolare, a destare preoccupazione è la Pianura Padana, una delle aree europee con la qualità dell’aria peggiore.

Anche i trasporti non mostrano particolari progressi. La percentuale di persone che utilizza i mezzi pubblici per gli spostamenti urbani è leggermente aumentata rispetto al 2015, passando dal 72% al 76%, ma almeno un terzo degli utenti è insoddisfatto dei collegamenti disponibili. Chi si sposta invece con mezzi propri non sfugge alla morsa del traffico. Secondo il TomTom Traffic Index, le grandi città italiane sono ancora troppo congestionate. Prima fra tutte Milano, la quarta metropoli al mondo a livello di traffico. Male anche Roma e Torino.

Sul fronte della gestione del rischio di catastrofi e calamità naturali, le recenti alluvioni avvenute in Toscana e Romagna, e prima ancora in Campania e Marche, sono segnali piuttosto negativi.

Inoltre, in Italia le condizioni abitative restano precarie per buona parte della popolazione. Il 28% delle persone vive infatti in case sovraffollate, contro il 17% dell’UE. Risultati deludenti anche per il verde urbano, la cui estensione è inferiore alla media europea.

L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 nel resto del mondo

Secondo l’ONU, considerando i target dell’Agenda 2030 di cui si posseggono dati affidabili, solo nel 12% dei casi si sono registrati progressi verso gli obiettivi prefissati. Circa il 30% dei target non ha compiuto avanzamenti significativi, mentre oltre la metà si trova attualmente in una condizione addirittura peggiore di quella del 2015.

L’ONU segnala che nel pianeta 1 miliardo di persone vive oggi in baraccopoli e che questo dato potrebbe raddoppiare nei prossimi 30 anni. Un comodo accesso ai trasporti pubblici è garantito solo al 50% della popolazione mondiale. Inoltre, tre città su quattro hanno meno del 20% della loro area dedicata agli spazi pubblici, circa la metà della proporzione raccomandata.

Per perseguire l’Obiettivo 11, occorrono politiche inclusive e resilienti, pratiche di sviluppo urbano incentrate sulla disponibilità per tutti di servizi di base, case a prezzi accessibili, trasporti efficienti e spazi verdi. A tale scopo, non si potrà prescindere dalle nuove tecnologie, funzionali a trasformare le città in Smart City sostenibili e resilienti.

Smart City alleate dell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030

Il paradigma delle Smart City può venire in soccorso all’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030. Perché le sfide legate all’urbanizzazione si affrontano con soluzioni che aiutino a gestire la complessità dei centri abitati. E le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno tutto il potenziale per supportare l’efficienza, la sostenibilità, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini.

Innanzitutto, tra le soluzioni che possono essere adottate in una Smart City sono comprese quelle che monitorano l’inquinamento, l’efficienza energetica e la gestione dei rifiuti. Ciò è in linea con gli sforzi dell’Obiettivo 11 volti a rendere gli insediamenti urbani più sostenibili.

L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 evidenzia poi l’importanza di poter usufruire di trasporti sicuri, accessibili e a ridotte emissioni. Le Smart City integrano tecnologie per ottimizzare il traffico, promuovere il trasporto pubblico efficiente e incoraggiare modalità di trasporto più green.

Le Smart City rispondono inoltre alla necessità di rendere le città resilienti alle catastrofi naturali. Adottando tecnologie avanzate di monitoraggio del territorio e sistemi di allerta, gli insediamenti urbani sono in grado di migliorare la prevenzione del rischio e la risposta alle emergenze.

Infine, l’Obiettivo 11 promuove la partecipazione inclusiva alle decisioni che riguardano la città. Le Smart City incorporano spesso piattaforme digitali finalizzate alla cittadinanza attiva, favorendo così la partecipazione della popolazione alla pianificazione urbana.