Efficiente e green, certo. Ma anche accessibile a tutti. La mobilità dell’immediato futuro, per dirsi davvero smart, dovrà anche essere inclusiva, ossia in grado di venire incontro alle necessità di chi ha disabilità fisiche o mentali.

L’Unione europea si sta già muovendo in questa direzione. Sono infatti diversi i progetti finanziati dall’UE che stanno tracciando un percorso verso un sistema di trasporti inclusivo, accessibile, conveniente ed equo per tutti i cittadini europei. Perché la mobilità va considerata come un diritto universale, essenziale per ottenere altri diritti: alloggio, lavoro, istruzione, salute. Un sistema di trasporto inclusivo favorisce infatti gli spostamenti all’interno della città, o fra città diverse, permettendo di recarsi al lavoro, a scuola o a curarsi in ospedale, indipendentemente dalle difficoltà personali. Queste ultime possono ad esempio includere, oltre alla disabilità, anche l’età avanzata, lo status economico-sociale o altre forme di vulnerabilità.

Consideriamo che, attualmente, 87 milioni di europei soffrono di qualche forma di disabilità, tra problemi fisici, mentali, sensoriali o intellettuali. Proprio perché i cittadini disabili rappresentano una consistente fetta di popolazione ad alto rischio di esclusione sociale, una mobilità più inclusiva può tutelare il loro accesso a servizi necessari e la loro partecipazione attiva nella società.

L’impegno dell’UE per una mobilità più inclusiva

La strategia della Commissione europea per una mobilità sostenibile e intelligente, come indicato nel Green Deal europeo, getta le basi per un sistema di trasporti orientato alla transizione ecologica e digitale, ma anche a una mobilità più giusta per tutti.

Secondo il programma dell’Unione europea, al centro dell’attenzione non ci sono solo i disabili. La mobilità deve essere inclusiva anche per i bambini, che devono disporre di strade e spazi pubblichi adatti a loro, e per le donne, che devono sentirsi sicure nei loro spostamenti nelle città. Il focus è anche sugli stranieri con difficoltà linguistiche e sulle persone con bassi livelli di reddito, che rischiano di rimanere escluse dai servizi.

Tutto si basa sulla promozione di una mobilità incentrata sulle persone, rendendo infrastrutture e servizi accessibili e convenienti. I diversi progetti di ricerca e innovazione supportati dall’UE hanno dunque lo scopo di costruire soluzioni di mobilità fondate sulle vere esigenze della comunità, da co-creare assieme agli abitanti dei quartieri.

L’altro lato della medaglia: la digitalizzazione crea “digital divide”

Resta il fatto che queste nuove soluzioni di mobilità sono spesso legate alla digitalizzazione e non bisogna scordare che la rivoluzione digitale crea anche “divario digitale”. La scarsa competenza nell’utilizzo dei nuovi strumenti o la mancanza di infrastrutture adeguate minacciano di generare disuguaglianze e di penalizzare alcuni gruppi sociali. A correre questo pericolo sono soprattutto gli anziani, le persone con disabilità, chi ha un basso livello di reddito o di istruzione.

Il progetto europeo DIGNITY è stato il primo ad affrontare il problema del divario digitale nel settore della mobilità. Analizzando la situazione in diversi centri urbani, i ricercatori hanno tratto una panoramica dell’inclusività del trasporto digitale in certi contesti. Ciò ha avuto come obiettivo quello di supportare i fornitori di mobilità pubblici e privati nella concezione di prodotti e servizi digitali utilizzabili da quante più persone possibile. Il progetto ha anche cercato di aiutare i politici a formulare strategie a lungo termine per promuovere l’innovazione nei trasporti, rispondendo ai cambiamenti sociali, demografici ed economici globali.

L’approccio DIGNITY è stato testato in quattro progetti pilota sviluppati nelle Fiandre, a Tilburg (Paesi Bassi), a Barcellona e ad Ancona. Questi sforzi hanno prodotto uno strumento innovativo di supporto ai decisori per formulare politiche e strategie digitalmente inclusive, e ai fornitori digitali per progettare prodotti e servizi accessibili a tutti.

Gli strumenti a disposizione per una mobilità inclusiva

Le persone con difficoltà di vario tipo spesso si trovano ad affrontare sfide aggiuntive quando si tratta di spostarsi all’interno delle città. Tuttavia, grazie ai progressi nella tecnologia e all’attenzione crescente verso l’accessibilità, esistono oggi diverse soluzioni che possono rendere la mobilità più inclusiva.

Pianificazione urbana inclusiva

Tutto parte dalla pianificazione urbana, da cui dipende il livello di inclusività dei centri urbani. Spazi pubblici accessibili, dotati ad esempio di rampe per le sedie a rotelle, o di segnaletica tattile e sonora per i non vedenti, aiutano a disegnare città più accoglienti per tutti.

Trasporti pubblici accessibili

I trasporti pubblici sono senza dubbio la spina dorsale della mobilità inclusiva. Mezzi di trasporto dotati di ascensori o rampe e di spazi riservati ai passeggeri con disabilità contribuiscono alla causa. A questo si deve poi affiancare la formazione del personale del trasporto pubblico sull’assistenza alle persone con disabilità.

Altri servizi di trasporto accessibili

Le piattaforme di ride sharing e i servizi di taxi che offrono veicoli accessibili per passeggeri con disabilità sono opzioni utili a integrare la mobilità pubblica.

App che abbattono le barriere

Anche il mondo delle app mobili può essere un grande supporto alla mobilità inclusiva. Esistono ad esempio app che forniscono informazioni in tempo reale su percorsi accessibili o indicazioni dettagliate sull’accessibilità di strade e luoghi pubblici. Sistemi di navigazione assistita facilitano l’orientamento delle persone con disabilità. Inoltre, alcune applicazioni mobili danno la possibilità di prenotare viaggi accessibili a seconda delle proprie esigenze.

Infrastrutture urbane smart

L’installazione di sensori nelle strade consente la gestione intelligente del traffico, riducendo i tempi di percorrenza e agevolando gli spostamenti di chi soffre di disabilità. In modo simile, i sistemi di Smart Parking suggeriscono la disponibilità di posti riservati ai disabili, semplificando la ricerca del parcheggio. Un’altra soluzione tecnologica per rendere la mobilità più inclusiva è data dagli audio beacon, piccoli hardware installati in luoghi strategici che inviano messaggi sonori alle app di non vedenti e ipovedenti, aiutandoli a localizzare entrate, uscite, biglietterie, sportelli o altri servizi nella rete dei trasporti.

L’inclusione sociale passa anche dalla mobilità

La mobilità accessibile è un pilastro fondamentale per garantire l’inclusione e la partecipazione piena nella società delle persone con disabilità.

Le tecnologie emergenti stanno rivoluzionando anche questo settore, offrendo soluzioni innovative e pratiche per superare le sfide legate alla mobilità. Dall’accesso a informazioni in tempo reale sul trasporto pubblico alle applicazioni che guidano l’utente nel contesto urbano, le opportunità offerte dalla digitalizzazione sono infinite.

È dunque fondamentale che governi, aziende e comunità lavorino per superare i limiti del “digital divide” e si impegnino a investire in soluzioni che garantiscano a tutti di godere del diritto alla mobilità. Solo attraverso un impegno coordinato si possono costruire città davvero inclusive, dove nessuno viene lasciato indietro.