L’Energy Performance of Buildings Directive – meglio conosciuta come Direttiva europea Case Green – sta prendendo forma definitiva. L’accordo è stato infatti confermato a gennaio da parte della Commissione Industria, ricerca ed energia (ITRE) del Parlamento europeo, dopo essere stato rivisto dal Consiglio UE lo scorso dicembre.

La Direttiva Case Green ha lo scopo di affrontare due dei principali problemi che riguardano gli edifici dell’Unione Europea: gli eccessivi consumi di energia e le conseguenti emissioni di gas a effetto serra.

L’obiettivo finale è rendere il patrimonio edilizio a zero emissioni entro il 2050. Durante questo lasso di tempo, sono stati fissati degli step intermedi, che impegnano ogni Stato membro a compiere significativi passi in avanti verso l’importante traguardo.

Direttiva europea Case Green: il percorso verso l’efficientamento

La Direttiva europea impone che a partire dal 2030 tutti gli edifici residenziali e non residenziali di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero. I nuovi edifici pubblici saranno invece tenuti ad anticipare i tempi, adottando questo standard dal 2028.

La partita principale si gioca però sugli edifici esistenti, che dovranno essere ristrutturati in ottica efficientamento, a partire da quelli con le peggiori prestazione energetiche. Per quanto riguarda gli edifici non residenziali, almeno il 16% di questi dovrà essere ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Per gli edifici residenziali, si punterà a una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. I singoli Paesi membri dell’UE stabiliranno con propri piani le modalità per raggiungere questi obiettivi.

Secondo il programma europeo, il 55% della riduzione dei consumi energetici dovrà venire dalla ristrutturazione degli edifici esistenti che hanno attualmente le prestazioni peggiori.

L’obbligo dei pannelli solari e l’abbandono dei combustibili fossili

La Direttiva europea Case Green punta molto sulle energie rinnovabili. In particolare sull’ampio utilizzo dell’energia solare in gran parte degli edifici esistenti e di nuova costruzione.

L’installazione degli impianti a energia solare avverrà in modo graduale a partire dal 2027, con diverse tempistiche per edifici pubblici e privati, residenziali e non residenziali, anche in base alla grandezza dell’immobile.

Nel dettaglio, i sistemi a energia solare dovranno essere installati secondo il seguente programma:

  • dal 2027: su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con una superficie utile superiore a 250 m2;
  • dal 2028: su tutti gli edifici non residenziali esistenti con superficie utile superiore a 500 m2 sottoposti a interventi che richiedono un’autorizzazione amministrativa;
  • dal 2028: su tutti gli edifici pubblici e non residenziali esistenti con superficie utile superiore a 2.000 m2;
  • dal 2029: su tutti gli edifici pubblici e non residenziali esistenti con superficie utile superiore a 750 m2;
  • dal 2030: su tutti i nuovi edifici residenziali e su tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici;
  • dal 2031: su tutti gli edifici pubblici esistenti con superficie utile superiore a 250 m2.

Un altro grande tema sono i combustibili fossili, che l’Europa intende abbandonare gradualmente. La Direttiva europea Case Green stabilisce che entro il 2040 non ci dovranno più essere caldaie a gas metano nelle abitazioni.

Direttiva europea Case Green: il ruolo delle tecnologie smart

La Direttiva Case Green intende risolvere problemi centrali per lo sviluppo sostenibile. Gli edifici consumano infatti il 40% di tutta l’energia utilizzata nell’Unione Europea e sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni di gas a effetto serra. Almeno in Italia, il 75% delle strutture esistenti è considerato inefficiente sotto il profilo energetico, rendendo dunque necessari profondi interventi di adeguamento.

Per raggiungere gli obiettivi della Direttiva Case Green occorrerà dunque modernizzare gli edifici esistenti e progettare i nuovi secondo i principi dello Smart Building. L’Europa incoraggia ad esempio l’utilizzo dei BACSBuilding Automation and Control Systems – ossia quei sistemi che gestiscono e monitorano l’edificio e i suoi sistemi tecnici, contribuendo al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni climalteranti.

L’impiego su larga scala di piattaforme digitali, dispositivi connessi e servizi innovativi è un’opportunità per limitare i consumi, risparmiare risorse economiche e contrastare l’inquinamento atmosferico. Le nuove tecnologie per gli Smart Building hanno tutto il potenziale per contrastare il cambiamento climatico e contribuire alla sostenibilità ambientale del settore edile. Strumenti preziosi per perseguire gli obiettivi della Direttiva europea Case Green.